ACQUA: risorsa più preziosa e sprecata del Pianeta.

Oggi se ne discute in tutto il mondo.

     Nel corso degli anni, le più grandi civiltà, fondamenta della società odierna, sono nate lungo il corso di grandi fiumi. L’oro blu, così chiamato perché riflette il dolce colore del cielo, è un bene indispensabile per la vita dell’uomo e ha favorito lo sviluppo economico e culturale dell’uomo in ogni epoca. Le previsioni odierne dipingono un quadro allarmante per le generazioni future: intorno al 2025 circa i 2/3 della popolazione mondiale avrà gravi problemi idrici. Ogni anno muoiono circa 2 milioni di persone, tra cui 6 mila bambini, a causa delle gravi malattie trasmesse dalle precarie condizioni idriche. Il 2003 è stato dichiarato l’anno internazionale dell’acqua, l’inaugurazione è avvenuta il 12 dicembre 2002, presso il Palazzo di Vetro a New York. L’acqua sta diventando sempre di più fonte di tensione tra le Nazioni. La maggior parte dell’acqua, circa il 67%, viene assorbita dall’agricoltura, seguita dalle industrie e dalle varie utenze domestiche. Logicamente, questi  dati variano da paese a paese e, soprattutto, a secondo del tipo di economia.

   Nelle regioni economicamente meno sviluppate, la maggior parte dell’acqua è utilizzata in campo agricolo. Anche se un elevato consumo di acqua non è indice di benessere socio-economico, infatti i paesi più sviluppati fanno un uso più controllato delle acque, grazie all’efficienza delle reti idriche; questo non succede nei paesi poveri in cui l’inefficienza delle strutture idriche porta un grande sperpero d’acqua.

   Nei paesi poveri, le donne appartenenti ai ceti sociali  più bassi, impiegano innumerevoli ore per procurarsi l’acqua utile a soddisfare i bisogni di un’intera famiglia. L’oro blu è una risorsa  scarsa e maldistribuita, all’interno di uno stesso paese vi sono delle notevoli differenze tra una regione e l’altra. Ad esempio, nel continente Europeo, vi è un grande dislivello tra i Paesi del Nord e del Sud: il Nord Europa ha una disponibilità idrica 12 volte superiore all’Europa del Sud. Secondo il  Segretario dell’ONU, Kofi Annan, bisogna educare gli uomini al rispetto dell’acqua e, soprattutto, evitare di alimentare o di far nascere altri conflitti per il possesso dell’acqua. Numerosi sono i conflitti per l’acqua, sicuramente il più grave sembra essere quello fra Siria e Turchia, a causa del fiume Eufrate. La Siria ha costruito la diga di Al Thaura,creando il suo maggior bacino, da cui preleva la maggior parte dell’acqua necessaria al soddisfacimento dei suoi bisogni, tra cui la produzione di energia elettrica, anche la Turchia ha costruito la diga di Ataurk, che fa parte del progetto dell’Anatolia. Anche il Libano e Israele sono in guerra per il fiume Quazzini. Secondo una ricerca svolta da Legambiente sull’inquinamento delle acque, circa il 78,5% dei fiumi italiani sono inquinati.

   Lungo i corsi di questi fiumi, esistono discariche illecite, scarichi fognari, estrazioni indiscriminati di sabbia. Il fiume più inquinato è l’Aniene, seguito dal Pescara, quello meno inquinato è l’Ombrone. Seguendo i dati pubblicati dai Ministeri dell’Ambiente e della Salute, solo il 68% delle coste italiane sono balneabili e controllate. Un altro grave problema è la desertificazione delle terre. Questa triste situazione provoca un declino delle attività agricole e un forte degrado delle terre.

   Molti agricoltori dovranno emigrare per trovare nuove zone coltivabili. I paesi più colpiti saranno: Africa, Asia e una parte del Sud America e, come conseguenza diretta, caleranno le riserve d’acqua. Numerose sono le iniziative, messe a punto, a livello nazionale ed internazionale.

   Le Nazioni Unite hanno pubblicato il volume: “Rapporto dello sviluppo idrico mondiale” fonte di discussione del “Terzo Forum sulle acque”, svoltosi a Kioto in Giappone dal 16 al 23 marzo. Nel meeting si è discusso sull’impiego dell’acqua nell’agricoltura, l’impatto ambientale, i corsi d’acqua come causa di guerre.

   In Italia, a Firenze, dal 21 al 22 marzo si è tenuto il ”Forum alternativo dell’acqua”. Vi hanno partecipato oltre 1000 delegati provenienti da una cinquantina di Paesi.

   Motivo di discussione è la privatizzazione delle risorse idriche, cioè la privatizzazione da parte di alcune grandi multinazionali, che sarebbero disposte ad acquistare intere reti idriche. Si discute perché l’acqua rimanga un bene a carattere pubblico, di cui possono usufruire tutti, senza grandi differenze.

 TALLARICO ROBERTA

Classe II A Liceo Pedagogico - Mesoraca