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  Anoressia:

un male da curare


 
 

     Quando una donna soffre una delle forme in cui si può incarnare questa sofferenza è il rapporto con l’immagine del corpo, con il cibo e il peso. La perdita del senso del limite è tipica dell'anoressia e della bulimia, e tocca nello specifico quasi solo le donne. E’ molto vero che c’è una spinta sociale alla magrezza dettata soprattutto da pubblicità e mezzi di comunicazione, ma per le donne la magrezza può essere ciò che catalizza una sofferenza che proviene da altro. L’anoressia è il campo metaforico di una sofferenza, che si gioca nello spazio delle relazioni affettive. Le donne traducono la sofferenza soggettiva nel teatro del copro magro, nel rapporto con immagine - cibo - corpo - peso.
Non dobbiamo credere che il mondo della moda, della tv o della pubblicità siano i soli responsabili, ma la magrezza è pericolosa per le donne. Non è la moda che genera l’anoressia, poiché l’anoressia può essere la base su cui si aggancia una sofferenza individuale, ma l’ideale estetico della magrezza come stile di bellezza - di cui la moda si è fatta portatrice per oltre 15 anni - non è generatore di anoressia, non basta l’ideale della magrezza. La responsabilità dei creatori di moda è enorme, non nel senso che la fomentano ma nel senso che devono sapere cos’è l’anoressia affinché possano correggere l’ideale estetico della magrezza. Il corpo magro è il corpo che incarna lo stile contemporaneo e il mondo della moda non fa i conti col fatto che per il mondo femminile, a differenza dell’uomo, la magrezza può diventare qualcosa di cui non si misura il limite.
Guarire non è mai correggere un comportamento alimentare. Curare un disturbo alimentare non coincide col produrre un miglioramento rapido, ma vuol dire offrire uno spazio ad una persona per riflettere sui rapporti tra anoressia e storia della propria vita. Non c’è una cura standard per i disturbi alimentari né d’altra parte ci sono tempi rapidi di guarigione, bisogna che un soggetto possa - scoprendo i legami tra il sintomo e la propria storia - arrivare al tempo in cui si può fare a meno dell’anoressia. I disturbi alimentari sono un modo di dire con il corpo, di rendere visibile una sofferenza che si fa fatica a mettere in parola.
Occorre offrire a queste persone e ai loro familiari un luogo che accoglie e ascolta il disagio mostrato con il sintomo. Occorre comprendere che attraverso il corpo magro viene sotteso un messaggio che richiede di essere decifrato.

Daniele Damele
Docente di Etica e comunicazione
Università di Udine