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Petilia Policastro

Cenni storici. Policastro fu un antico centro di origine Bizantina come dimostra il suo nome palaiokastrom (vecchio castello) e la sua posizione geografica che ne faceva una sicura roccaforte militare.

 


L'aggiunta del nome Petilia è dovuta alla convinzione (per molti storici e archeologi legittima) che Policastro sorgesse sulle rovine della famosa città Magna Greca che la mitologia vuole fosse fondata da Filottene, figlio di Peante e compagno di Ercole. Queste tesi, avvalorate da scritti di importanti storici, da Plinio a Barrio, che localizzano Petilia nel golfo di Squillace, non è però riuscita a superare l'opinione corrente che vuole Petilia sorgere in marina, a sud dell'odierna Strongoli.
Ultima città fedele all'imperatore di Costantinopoli, Petilia Policastro venne distrutta dai Normanni di Roberto il Guiscardo nell'anno 1065 e in tale data, dallo stesso, ne venne sostituita la popolazione di origine greca con coloni latini. Gli abitanti della città, a seguito di tale avvenimento, vennero deportati, o fuggirono, nella vicina Nicotera.

Posizione geografica. Ab. circa 9.600, 44 Km . da Crotone, 430 m . slm. Sup. 96,43. Sorge alle falde orientali della Sila Piccola e sul versante ionico, alle pendici del monte «Petto di Mandra» ( 1.681 m .), su una specie di prora rocciosa, fra il fiume Soleo e il torrente Cropa. Il paese può essere raggiunto deviando dal bivio «S. Leonardo» (SS. 106) dalla costa jonica, oppure dalla SS. 107 allo svincolo per Cotronei. Comprende le frazioni di Pagliarelle, Camellino, Foresta.