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LE FOTO DEL 14 OTTOBRE

 

OPERAZIONE FIUMI 2006


 

 

  La campagna di Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile: un mese per monitorare corsi d’acqua, territorio e rischio idrogeologico


La campagna di Legambiente realizzata in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile, torna anche quest’anno a viaggiare lungo la Penisola per promuovere la prevenzione dal rischio idrogeologico e per l’edizione 2006 raddoppia il suo equipaggio: saranno 33 le tappe in 19 regioni, toccando i grandi fiumi come il Po, l’Adige, l’Arno e il Tevere fino alle fiumare calabresi e siciliane. In Calabria, dal 29 al 31 ottobre, a Vibo Valentia, interessata dall’alluvione dello scorso 3 luglio.
Sessantamila volontari tra scout e cittadini insieme a 100mila alunni delle scuole elementari e medie di tutta Italia, saranno la risorsa più preziosa dell’edizione 2006 di Operazione Fiumi. Le scolaresche saranno coinvolte in attività educative di informazione e sensibilizzazione e sempre in primo piano ci saranno il monitoraggio delle situazioni più a rischio e le proposte per una piena messa in sicurezza del territorio.

 A 40 anni dalla drammatica alluvione di Firenze un vero e proprio esercito di nuovi angeli del fango raccoglierà il testimone di coloro che in quell’occasione fecero della solidarietà una priorità di vita andando a realizzare concrete opere di prevenzione lungo gli argini dei fiumi.
“Quel seme piantato 40 anni fa a Firenze dimostra ancora una volta di essere cresciuto - spiega Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente – il volontariato ambientalista e di protezione civile ha raccolto quell’eredità di solidarietà mentre purtroppo il territorio è stato reso più fragile dall’abusivismo, il disboscamento, la mancata manutenzione dei corsi d’acqua e l’urbanizzazione irrazionale”.
Sono infatti 5.581 i comuni italiani ad alto idrogeologico, il 70% del totale. Tra questi 9 comuni su dieci hanno abitazioni in aree a rischio e oltre la metà vede addirittura sorgere in queste fabbricati industriali, che comportano in caso di alluvione, oltre al rischio per la vita dei dipendenti, anche lo sversamento di prodotti inquinanti nelle acque e nei terreni. Solo negli ultimi 10 anni, il nostro territorio è stato martoriato da ben 12.176 calamità idrogeologiche, dati che evidenziano come il territorio del nostro Belpaese sia fragile, dove basta un temporale per provocare nel migliore dei casi allagamenti e disagi.
“Il ricorrere di eventi alluvionali con conseguenze gravi per la popolazione – continua Ferrante - non può essere attribuito solo alle intemperanze del clima, ma soprattutto a un modello di sfruttamento intensivo e poco programmato del territorio, che vede sempre più spesso sorgere abitazioni un po’ovunque lungo i corsi d’acqua, senza tenere conto del rischio idrogeologico. La sicurezza dei cittadini e il risanamento del territorio - conclude Ferrante - devono rappresentare una priorità assoluta nelle politiche a tutti i livelli in un paese come l’Italia. E’ necessario però che le opere di messa in sicurezza idraulica e dei versanti non diventino alibi per continuare a costruire irrazionalmente lungo i fiumi”.

“Operazione fiumi 2006” a Mesoraca

L’iniziativa si svolge, per il secondo anno consecutivo, a Mesoraca, organizzata dal Circolo Legambiente di Petilia Policastro insieme all’Istituto  R.L. Satriani – Liceo Linguistico – Pedagogico di Mesoraca -, con la collaborazione dell’associazione Papa San Zosimo e dall’E.N.G.E.A. - Ente Nazionale Guide Equestri Ambientali -

 Ø       sabato 14 ottobre, dalle 8.00 alle 14.00

 Banchetto informativo – via XX Settembre (spazio adiacente sede del municipio) -presentazione della campagna di Legambiente e del convegno del 21 ottobre: “Parco Fluviale del Vergari

 Pulizia del fiume Vergari nel tratto che attraversa l’abitato. Escursione lungo il sentiero “La Carrozzella”, ricadente nell’area del Parco Fluviale

 Ø       sabato 21 ottobre, alle ore 9.00, Sala Consiliare del Comune di Mesoraca

 Convegno: Un fiume, una città Mesoraca e il Parco Fluviale del Vergari

 presentazione del progetto: “Parco Fluviale del Vergari

 (realizzato dal Liceo Linguistico-Pedagogico di Mesoraca con la collaborazione del Circolo di Petilia Policastro)

 L’iniziativa è presentata nei siti web: www.legambientepetilia.it e www.scuolaparco.it

 

Mesoraca e il dissesto idrogeologico

Il territorio di Mesoraca non è immune al dissesto idrogeologico. Agli eventi ordinari geomorfologici, che modellano la superficie terrestre, si è aggiunta l’azione antropica modificatrice del paesaggio, che con le sue azioni di disboscamento, incendi, pascoli irrazionali e di urbanizzazione “selvaggia”  ha accelerato notevolmente l’erosione del suolo.

Il fiume Vergari, il Comune di Mesoraca, all’indomani della tragedia di Soverato,  del 10 settembre del 2000, entrò  nelle cronache nazionali, sulle pagine del quotidiano “La Repubblica”, nei giorni 11 e 13  settembre 2000. Nell’articolo del  13 settembre  “Incendi, cemento e acqua: così è arrivata l’Apocalisse”, l’inviato scrisse: “ … strano lembo d’Italia questo, dove la neonata Autorità di Bacino si è vista presentare una richiesta che oggi sembra un affronto alle vittime, prima che il buonsenso: il comune di Mesoraca, nel Crotonese ha presentato istanza per realizzare un parcheggio di 5 piani nel greto del fiume. Bocciata”.

Il parcheggio “multipiano” venne da noi criticato insieme ad uno sparuto numero di cittadini. Un parcheggio funzionale al nuovo edificio del municipio, costruito negli anni ’70 nell’area della pregevole villa comunale. Un enorme palazzo definito il “il babbo”, oggi definibile un “ecomostro”.

La realizzazione di una simile opera era prevista in un’area a cui era stato attribuito un livello di attenzione: “Molto elevato”,  per il rischio idrogeologico, secondo quanto disposto dal D..L. 180/98,  modificato successivamente con il 132/99 conosciuto anche come decreto “Sarno”.

Nel 2003, il responso di  “Operazione Fiumi”, campagna organizzata da Legambiente e dal Dipartimento della Protezione Civile, indicava  che il 33 % dei Comuni della Provincia di Crotone, tra i quali Mesoraca, erano a rischio idrogeologico, segnalando il ritardo delle amministrazioni comunali a svolgere una efficace e adeguata politica i prevenzione, informazione e pianificazione dell’emergenza. 

Di quanto il fiume Vergari, nel tratto che attraversa l’abitato, sia ad elevato rischio idraulico, ne ha dato prova nel corso dell’alluvione del 1973. Nell’arco di dodici giorni, dal 20 dicembre del 1972 al 2 gennaio del 1973, una perturbazione meteorologica interessò il Sud della penisola, con precipitazioni di notevole intensità che causarono pesanti conseguenze soprattutto in Calabria. Le acque in piena del fiume spazzarono di tutto, anche le fondamenta di una costruzione in pieno alveo,  rischiando  di esondare in pieno centro abitato.

Se poi andiamo ancora più a ritroso nel tempo, il 21 ottobre 1867, il mulino  “Marescalco”  di cui rimangono solo i ruderi, adiacente al ponte “vecchio”, nell’area del  “parcheggio”, fu il luogo di una tragedia in cui morirono 4 donne, rimaste intrappolate da una improvvisa alluvione.