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La
campagna di Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile: un mese
per monitorare corsi d’acqua, territorio e rischio idrogeologico
La campagna di Legambiente realizzata in collaborazione con il
Dipartimento della Protezione Civile, torna anche quest’anno a viaggiare
lungo la Penisola per promuovere la prevenzione dal rischio
idrogeologico e per l’edizione 2006 raddoppia il suo equipaggio: saranno
33 le tappe in 19 regioni, toccando i grandi fiumi come il Po, l’Adige,
l’Arno e il Tevere fino alle fiumare calabresi e siciliane. In Calabria,
dal 29 al 31 ottobre, a Vibo Valentia, interessata dall’alluvione dello
scorso 3 luglio.
Sessantamila volontari tra scout e cittadini insieme a 100mila alunni
delle scuole elementari e medie di tutta Italia, saranno la risorsa più
preziosa dell’edizione 2006 di Operazione Fiumi. Le scolaresche saranno
coinvolte in attività educative di informazione e sensibilizzazione e
sempre in primo piano ci saranno il monitoraggio delle situazioni più a
rischio e le proposte per una piena messa in sicurezza del territorio.
A 40 anni dalla
drammatica alluvione di Firenze un vero e proprio esercito di nuovi
angeli del fango raccoglierà il testimone di coloro che in quell’occasione
fecero della solidarietà una priorità di vita andando a realizzare
concrete opere di prevenzione lungo gli argini dei fiumi.
“Quel seme piantato 40 anni fa a Firenze dimostra ancora una volta di
essere cresciuto - spiega Francesco Ferrante, direttore generale di
Legambiente – il volontariato ambientalista e di protezione civile ha
raccolto quell’eredità di solidarietà mentre purtroppo il territorio è
stato reso più fragile dall’abusivismo, il disboscamento, la mancata
manutenzione dei corsi d’acqua e l’urbanizzazione irrazionale”.
Sono infatti 5.581 i comuni italiani ad alto idrogeologico, il 70% del
totale. Tra questi 9 comuni su dieci hanno abitazioni in aree a rischio
e oltre la metà vede addirittura sorgere in queste fabbricati
industriali, che comportano in caso di alluvione, oltre al rischio per
la vita dei dipendenti, anche lo sversamento di prodotti inquinanti
nelle acque e nei terreni. Solo negli ultimi 10 anni, il nostro
territorio è stato martoriato da ben 12.176 calamità idrogeologiche,
dati che evidenziano come il territorio del nostro Belpaese sia fragile,
dove basta un temporale per provocare nel migliore dei casi allagamenti
e disagi.
“Il ricorrere di eventi alluvionali con conseguenze gravi per la
popolazione – continua Ferrante - non può essere attribuito solo alle
intemperanze del clima, ma soprattutto a un modello di sfruttamento
intensivo e poco programmato del territorio, che vede sempre più spesso
sorgere abitazioni un po’ovunque lungo i corsi d’acqua, senza tenere
conto del rischio idrogeologico. La sicurezza dei cittadini e il
risanamento del territorio - conclude Ferrante - devono rappresentare
una priorità assoluta nelle politiche a tutti i livelli in un paese come
l’Italia. E’ necessario però che le opere di messa in sicurezza
idraulica e dei versanti non diventino alibi per continuare a costruire
irrazionalmente lungo i fiumi”.
“Operazione
fiumi 2006” a Mesoraca
L’iniziativa si
svolge, per il secondo anno consecutivo, a Mesoraca, organizzata dal
Circolo Legambiente di Petilia Policastro insieme all’Istituto R.L.
Satriani – Liceo Linguistico – Pedagogico di Mesoraca -, con la
collaborazione dell’associazione Papa San Zosimo e dall’E.N.G.E.A. -
Ente Nazionale Guide Equestri Ambientali -
Ø
sabato 14 ottobre, dalle 8.00 alle 14.00
Banchetto
informativo
– via XX Settembre
(spazio adiacente sede del municipio) -presentazione
della campagna di Legambiente e del convegno del 21 ottobre: “Parco
Fluviale del Vergari”
Pulizia
del fiume Vergari nel tratto che attraversa l’abitato. Escursione lungo
il sentiero “La Carrozzella”, ricadente nell’area del Parco Fluviale
Ø
sabato 21 ottobre, alle ore 9.00, Sala Consiliare del Comune di Mesoraca
Convegno:
“Un
fiume, una città Mesoraca e il Parco Fluviale del Vergari”
presentazione del progetto: “Parco Fluviale del Vergari”
(realizzato dal
Liceo Linguistico-Pedagogico di Mesoraca con la collaborazione del
Circolo di Petilia Policastro)
L’iniziativa
è presentata nei siti web:
www.legambientepetilia.it e
www.scuolaparco.it
Mesoraca e il dissesto idrogeologico
Il
territorio di Mesoraca non è immune al dissesto idrogeologico. Agli
eventi ordinari geomorfologici, che modellano la superficie terrestre,
si è aggiunta l’azione antropica modificatrice del paesaggio, che con le
sue azioni di disboscamento, incendi, pascoli irrazionali e di
urbanizzazione “selvaggia” ha accelerato notevolmente l’erosione del
suolo.
Il
fiume Vergari, il Comune di Mesoraca, all’indomani della tragedia di
Soverato, del 10 settembre del 2000, entrò nelle cronache nazionali,
sulle pagine del quotidiano “La Repubblica”, nei giorni 11 e 13
settembre 2000. Nell’articolo del 13 settembre “Incendi, cemento e
acqua: così è arrivata l’Apocalisse”, l’inviato scrisse: “ …
strano lembo d’Italia questo, dove la neonata Autorità di Bacino si è
vista presentare una richiesta che oggi sembra un affronto alle vittime,
prima che il buonsenso: il comune di Mesoraca, nel Crotonese ha
presentato istanza per realizzare un parcheggio di 5 piani nel greto del
fiume. Bocciata”.
Il
parcheggio “multipiano” venne da noi criticato insieme ad uno sparuto
numero di cittadini. Un parcheggio funzionale al nuovo edificio del
municipio, costruito negli anni ’70 nell’area della pregevole villa
comunale. Un enorme palazzo definito il “il babbo”, oggi definibile un
“ecomostro”.
La
realizzazione di una simile opera era prevista in un’area a cui era
stato attribuito un livello di attenzione: “Molto elevato”, per il
rischio idrogeologico, secondo quanto disposto dal D..L. 180/98,
modificato successivamente con il 132/99 conosciuto anche come decreto “Sarno”.
Nel
2003, il responso di “Operazione Fiumi”, campagna organizzata da
Legambiente e dal Dipartimento della Protezione Civile, indicava che il
33 % dei Comuni della Provincia di Crotone, tra i quali Mesoraca, erano
a rischio idrogeologico, segnalando il ritardo delle amministrazioni
comunali a svolgere una efficace e adeguata politica i prevenzione,
informazione e pianificazione dell’emergenza.
Di
quanto il fiume Vergari, nel tratto che attraversa l’abitato, sia ad
elevato rischio idraulico, ne ha dato prova nel corso dell’alluvione del
1973.
Nell’arco di dodici giorni, dal 20 dicembre del 1972 al 2 gennaio del
1973, una perturbazione meteorologica interessò il Sud della penisola,
con precipitazioni di notevole intensità che causarono pesanti
conseguenze soprattutto in Calabria. Le acque in piena del fiume
spazzarono di tutto, anche le fondamenta di una costruzione in pieno
alveo, rischiando di esondare in pieno centro abitato.
Se poi
andiamo ancora più a ritroso nel tempo, il 21 ottobre 1867, il mulino
“Marescalco” di cui rimangono solo i ruderi, adiacente al ponte
“vecchio”, nell’area del “parcheggio”, fu il luogo di una tragedia in
cui morirono 4 donne, rimaste intrappolate da una improvvisa alluvione.
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