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MESORACA


 

 

Il territorio del Comune di Mesoraca, che si estende su un’area di circa 94 Kmq, dagli ultimi contrafforti dell’altopiano silano all’argillosa marina ionica, è attraversato dal fiume Vergari ( “fiumara Mesoraca” nelle carte topografiche), che costituisce l’elemento più caratteristico dell’intero paese, un “relitto” di naturalità in un territorio fortemente antropizzato e di antichissima civiltà. Il fiume prende il nome di “Vergari” dalle piante della “virga” che cresce lungo le sue rive (salice da vimini “Sàlix viminàlis L.” o dai giovani rami del salice comune  “Sàlix alba L.”). il fiume, attraversato il centro del paese, a poca distanza dalla monumentale Chiesa seicentesca del Ritiro, si unisce al  Reazio (Reaci),  l’altro torrente che è all’origine del toponimo di “Mesoraca”, di derivazione greca “tra i ruscelli” .  Dunque, Mesoraca, come la storia della colonizzazione greca e la migliore tradizione topononomastica insegnano, è prima di tutto un fiume e poi una città.

L'economia del paese, che ha subito un’emigrazione massiccia, è basata prevalentemente sulI'agricoltura. Particolarmente sviluppata è la produzione di olio di oliva e di castagne; molto praticato è il commercio del legname, vantando Mesoraca ben 4.000 Ha di bosco. Mesoraca è molto ricca di arti e di mestieri e le attività più diffuse sono quelle artigianali.